L’arte di Mikayel Ohanjanyan indaga con grande sensibilità la complessità dei legami umani, offrendo una riflessione sulla fragilità e sulla forza che coesistono in ogni relazione. Le sue sculture celebrano l’equilibrio tra opposti – tensioni e vuoti, forza e vulnerabilità – mostrando come queste dinamiche possano esistere in armonia senza bisogno di esibire potere, ma piuttosto tramite la volontà ostinata di “trattenere” e “tenersi”. Ogni opera invita lo spettatore a comprendere la realtà di chi gli sta accanto, evocando emozioni profonde che parlano al cuore delle relazioni autentiche.
In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, Mikayel ci ricorda che la nostra identità non è definita dalla solitudine, ma dalla connessione con gli altri. Più accogliamo l’altro, più ci arricchiamo. Questo diventa particolarmente rilevante nell’era dell’IA, dove l’interazione umana rischia di essere sostituita da algoritmi e automazione. L’arte di Ohanjanyan ci invita a riflettere su come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento al servizio dell’umanità, migliorando la nostra vita quotidiana senza perdere di vista ciò che ci rende umani: i legami autentici, la capacità di comprendere e sentire l’altro. La sfida non è opporre la tecnologia alla nostra natura, ma integrarla in modo che ci aiuti a crescere e a vivere meglio. Le sculture di Mikayel, con le loro forme plasmabili e i tagli netti, rappresentano visivamente questo concetto: la separazione non distrugge il legame, ma lo ridefinisce e lo rende più forte. Così come le sue opere equilibrano forze contrapposte, la società deve trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e la preservazione della dimensione umana, emozionale e spirituale.
Nel dialogo con Nicola Lattanzi, esploreremo il ruolo dell’arte come strumento per guardare al futuro, per riflettere sull’economia e sui rapidi cambiamenti tecnologici, con particolare attenzione all’impatto dell’intelligenza artificiale. L’arte, in questo contesto, non è solo una forma di espressione estetica, ma diventa una lente per interpretare il mondo, un mezzo per sognare e per immaginare un futuro in cui la tecnologia non alieni, ma arricchisca le nostre vite. Senza il legame e la comprensione reciproca, la società non può esistere, e senza l’arte non possiamo immaginare nuovi orizzonti. L’opera di Mikayel Ohanjanyan ci guida in questa direzione, mostrandoci come il dialogo tra arte e tecnologia possa aiutare l’umanità a navigare verso un futuro in cui l’equilibrio tra spirito e innovazione diventa essenziale.
MIKAYEL OHANJANYAN
Nato nel 1976 a Yerevan, Armenia, vive e lavora tra Firenze e Carrara. Ha ricevuto la sua formazione presso l’Accademia Statale di Belle Arti di Yerevan e l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2015 é stato uno degli artisti partecipanti al Padiglione Nazionale dell’Armenia alla a 56ª Biennale d’Arte di Venezia, vincitore quell’anno del Leone d’Oro. Nel 2016, ha presentato due grandi installazioni site-specific per il progetto “La Statale Arte” presso l’Università La Statale di Milano. Inoltre il suo progetto “Diario” è stato selezionato per il Frieze Sculpture Park, esposto al Regent’s Park di Londra. Quest’opera fa ora parte della collezione permanente dello Yorkshire Sculpture Park.
Nel 2017, ha partecipato alla 1ª edizione di STANDART, la Triennale d’Arte Contemporanea dell’Armenia, e lo stesso anno alcune sue opere sono state esposte alla Fiac – On Site, all’aperto di fronte al Petit Palais di Parigi.
Nel 2018, ha vinto il Premio Internazionale d’Arte Contemporanea E. Marinelli per il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, dove la sua opera è ora parte della collezione permanente. Tra gli altri riconoscimenti, si annoverano il Premio Targetti Light Art (2009) e il Premio Henraux (2014).
Attualmente, Mikayel Ohanjanyan è impegnato in un progetto per la realizzazione di opere liturgiche, selezionato nel concorso indetto dalla CEI / Vaticano nel 2021, destinate alla nuova chiesa dedicata a Don Giovanni Bosco a Bagheria, in Sicilia.
NICOLA LATTANZI
Nicola Lattanzi è professore presso la Scuola IMT Alti Studi di Lucca dove insegna “Strategia e Management per i Sistemi Complessi”.
È stato direttore del Master Universitario «Management for Family Business» dell’Università di Pisa e dal 2021 è affiliate professor presso l’istituto di Intelligenza Meccanica della Scuola Sant’Anna di Pisa. È stato membro per la redazione del Piano Nazionale della Ricerca 2020-2027 nell’ambito “Creatività, Design e Made in Italy”; è stato Presidente del Distretto lapideo di Carrara e della Versilia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra le quali 15 lavori tra libri e curatele, sui temi delle strategie delle PMI e delle aziende familiari; dello sviluppo dei sistemi economici locali, sui sistemi intelligenti e sulla valorizzazione del capitale umano nelle organizzazioni.
Nel 2014 ha pubblicato il saggio di narrativa “Tutte le direzioni“ (Pacini Fazzi Editore) che tratta di arte contemporanea e che in qualche modo è la fonte di ispirazione di Creartiva; nel 2024 ha pubblicato “Digital Sapiens. Decidere con l’intelligenza artificiale” (Castelvecchi).